I Edizione

La I edizione dell'Osservatorio sul Risk Management in Italia realizzato da RiskGovernance-Politecnico di Milano evidenzia come le Piccole e Medie Imprese italiane siano consce del fatto che i rischi possano rappresentare delle opportunità, e come tali, richiedono una gestione appropriata. Sono pertanto consapevoli del fatto che gestire i rischi possa portare grandi benefici alla propria attività d’impresa.

A fronte di questa consapevolezza, emergono però dati contrastanti, che fanno pensare che la cultura del rischio sia ancora ad uno stato embrionale del suo possibile sviluppo.

Da un’analisi dello stato dell’arte sulle modalità di applicazione delle tecniche di risk management, è emerso che le competenze sviluppate sono ancora limitate e che le imprese ritengono troppo costoso svilupparle rispetto ai benefici attesi che una buona gestione del rischio può portare. Lo si vede anche dalla carenza di strumenti software specializzati che faciliterebbero anche la comunicazione a più livelli dei rischi.

Il livello di formalizzazione delle attività è poco rilevante, se si considera che pochissime aziende possiedono un processo interamente formale, ma si concentrano solo su alcune fasi.

Emerge anche che la tecnica più utilizzata risulta essere la riduzione dei rischi e che i rischi più considerati riguardano quelli di natura finanziaria.

Dato il contesto di stagnazione dell’attuale mercato italiano, emerge il fatto che molte aziende sentano la necessità di espandere il proprio business ed internazionalizzare per uscire dalla crisi. Quasi nessuna impresa si è però mostrata pronta a gestire i rischi aggiuntivi che derivano da questa scelta. Per fare un esempio, quasi nessuno di coloro che effettuano scambi con Paesi che adottano una moneta diversa dall’Euro tiene in considerazione il rischio legato al tasso di cambio.

Emergono anche alcuni elementi che fanno pensare che le imprese attribuiscano una certa importanza alla gestione dei rischi aziendali; basta pensare allo sforzo, in termini di spesa, che effettuano e che vedono per i prossimi anni rimanere costante o addirittura crescere.

Anche il coinvolgimento del Consiglio di Amministrazione è indice di una maturità crescente di tali pratiche, che aumenta al crescere del numero di anni dai quali si adottano tecniche di risk management. La funzione di gestione dei rischi rappresenta infatti uno strumento a supporto dell’amministratore; essa dovrebbe riportare direttamente al CdA per le decisioni prese riguardo il profilo di rischio desiderato. Si tratterebbe quindi di uno strumento a tutela di tutti gli stakeholder, dai quali perlopiù dovrebbe provenire la spinta per le imprese a munirsi di un appropriato sistema di gestione dei rischi.

Di rilevante importanza, è considerata la leva dei corsi di formazione, che sensibilizzino il personale a tutti i livelli verso il valore che una gestione del rischio corretta possa avere per tutta l’organizzazione, che porti ad una adeguata distribuzione di ruoli e responsabilità per gestire il processo nella maniera più efficiente.

Alcuni risultati in pillole:

  • Le PMI italiane sono consapevoli delle opportunità che l’assunzione di rischi può offrire e, pertanto, del fatto che un adeguato sistema di gestione dei rischi può costituire per le imprese un’attività a valore aggiunto
  • Emergono, però, dati contrastanti, che suggeriscono come la cultura del rischio e le pratiche di gestione attualmente adottate dalle PMI siano ancora immature rispetto al loro sviluppo potenziale
  • Le competenze in termini di gestione dei rischi possedute dalle PMI non risultano ancora pienamente adeguate ad affrontare lo scenario attuale; inoltre, le imprese percepiscono i costi necessari allo sviluppo di tali competenze superiori ai benefici attesi
  • Si registra un ricorso limitato a strumenti software specializzati, atti a facilitare la comunicazione dei rischi su più livelli
  • Anche il livello di formalizzazione delle attività è ancora decisamente limitato: solo una minima parte delle imprese del campione ha provveduto alla formalizzazione dell’intero processo di risk management; è più marcata l’incidenza delle imprese che hanno formalizzato solo alcune fasi
  • La tecnica più utilizzata per il trattamento dei rischi è la riduzione; i rischi maggiormente considerati dalle imprese sono quelli di natura finanziaria
  • Nell’attuale contesto di stagnazione dell’economia nazionale, per far fronte al calo della domanda interna emergono, da parte di molte aziende, la necessità e il desiderio di ampliare il proprio mercato di riferimento attraverso processi di internazionalizzazione
  • Nonostante la forte spinta all’internazionalizzazione, le imprese del campione appaiono impreparate di fronte alla necessità di gestire i rischi derivanti da questa scelta; si consideri che quasi nessuno di coloro che effettuano scambi con Paesi che adottano una moneta diversa dall’Euro tiene in considerazione il rischio legato al tasso di cambio, anche quando l’incidenza del fatturato in valuta estera è significativo
  • Emergono anche alcuni elementi che fanno pensare che le imprese attribuiscano una considerevole importanza alla gestione dei rischi aziendali; si pensi allo sforzo, in termini di spesa, profuso nella gestione dei rischi, che le imprese prevedono di mantenere costante o, addirittura, di intensificare nei prossimi anni
  • Il grado di coinvolgimento del CdA nella gestione dei rischi, che tende ad aumentare al crescere del numero di anni trascorsi dalla prima adozione da parte delle imprese di tecniche di risk management, rappresenta un indice di una maturità crescente di tali pratiche nelle PMI italiane
  • L’approccio verso il rischio che caratterizza le PMI italiane appare sorprendentemente maturo se rapportato alla piccola dimensione della maggior parte delle imprese, spesso accompagnate ad una gestione di carattere familiare
  • Nonostante le imprese dimostrino di avere un approccio maturo in linea di principio, all’atto pratico i sistemi e le pratiche di gestione dei rischi adottati non sempre sono adeguati per far fronte al mutato contesto, oggi molto più globalizzato e complesso, nel quale esse si trovano ad operare
  • Appare significativa la diffusione di iniziative volte a sensibilizzare imprenditori e manager verso la tematica del risk management, e di specifici interventi formativi che mirano a fornire ai decision-maker le competenze necessarie in termini di gestione dei rischi

 

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